Biografia

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Signorini

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NOME:

TELEMACO SIGNORINI

PROFESSIONE:

PITTORE

FIRENZE

18 AGOSTO 1835

FIRENZE

10 FEBBRAIO 1901

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BIOGRAFIA

Telemaco Signorini nasce a Firenze nel 1835, figlio di Giovanni, noto pittore vedutista del Granducato di Toscana. Dopo aver frequentato la Scuola libera del nudo all’Accademia di Belle Arti di Firenze, e dopo aver sperimentato la pittura dal vero con Odoardo Borrani frequenta, con gli altri pittori macchiaioli, il caffè Michelangiolo. Signorini è il primo ad illustrare le novità espressive della macchia e a interessarsi della pittura europea, con cui entra in contatto attraverso continui viaggi di studio. All’interno delle sue opere ritroviamo la sua inquietudine, la continua voglia di conoscere e rinnovarsi, caratteristica della sua personalità.

Nel 1858 Telemaco si reca a La Spezia alla ricerca di un ambiente visivo che gli renda più facile la definizione di quel netto contrasto tra luce ed ombre capace di individuare la macchia come elemento grammaticale dell’opera. Nel 1859 combatte volontario nella seconda guerra d’indipendenza. Tornato dal fronte inizia il periodo di maggiore intransigenza macchiaiola, affiancato dagli amici e colleghi macchiaioli Cristiano Banti e Vincenzo Cabianca sperimenta un metodo analitico per la resa pittorica dei valori cromatici e luminosi, dipingendo dal vero nella campagna di Montelupo e a La Spezia e ritornando sui luoghi delle battaglie dell’anno precedente. Nel 1861 si reca per la prima volta a Parigi dove vede le opere dei pittori Barbisonniers e fa la conoscenza di due dei pittori più rappresentativi del movimento realista francese di quegli anni, Camille Corot e Gustave Courbet, mostrando interesse per la pittura di paesaggio.

Nel 1862, ospite di Diego Martelli a Castiglioncello, sperimenta con Giuseppe Abbati, Odoardo Borrani e Raffaello Semesi la pittura a macchia, dando vita al sodalizio artistico  noto come la Scuola di Piagentina. Tornerà a Parigi più volte, nel 1862 è ospite dell’illustre pittore verista Giuseppe De Nitti, con cui si recherà successivamente a Londra.

Utilizza la sua nuova tecnica, basata su contrasti luministici e tonali, per ritrarre le case e i rustici di Riomaggiore, luogo da lui molto amato e che ne diverrà il suo ritiro in tarda età.

Nel 1865 si impegna con trasporto anche nel tema sociale, col dipinto famoso del Salone delle agitate in S. Bonifazio, ambientato in un manicomio di Firenze.
Nel 1867 fonda con Diego Martelli la rivista Il Gazzettino delle Arti del Disegno avviando la propria carriera di critico e letterato.

Negli anni seguenti compie numerosi viaggi che arricchiranno la sua evoluzione artistica: nel 1869 è nuovamente a Parigi, sarà poi la volta di Roma nel 1871-1872, quindi le zone della Marna e della Senna accompagnato da Giovanni Boldini nel 1873-1874. Tra il 1873 e il 1881 sono dunque soventi i suoi soggiorni in Francia, Svizzera e Inghilterra e nel 1884 si reca nuovamente a Parigi e a Londra esponendo con successo alcune marine.

Telemaco Signorini è stato un attento osservatore di tutto ciò che vide, sia in natura, sia in arte. Il punto di forza dell’artista si dimostra la comprensione e la differente resa della natura, indovinandone la cultura e  l’atmosfera di un luogo rispetto ad un altro. Si osservi, ad esempio, l’umido grigiore autunnale della Scozia a Leith o, viceversa, la luminosità calda e contrastata dalle ombre, di un giardino a Settignano.

Muore a Firenze il 10 febbraio 1901